La ventilazione al tempo del Coronavirus

VENTILARE ADEGUATAMENTE LE ABITAZIONI E GLI AMBIENTI DI LAVORO PER RIDURRE LA POSSIBILITA’ DI DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS E DEI VIRUS IN GENERE.

Nelle scorse settimane AICARR (Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento e Refrigerazione) ha pubblicato alcuni documenti e protocolli rivolti sia ai tecnici del settore che a persone non esperte di ventilazione, con lo scopo di dare utili indicazioni operative relative agli impianti di ventilazione e chiarire come spesso questi impianti, se opportunamente gestiti, possono ridurre il rischio di contagio del coronavirus responsabile della malattia COVID-19.

Anche l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha recentemente pubblicato il rapporto n.5/2020 Rev.2 che definisce le linee guida per garantire la qualità dell’aria indoor nella prevenzione e gestione degli ambienti domestici e lavorativi in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2.

SARS-CoV-2 è un virus di cui sono ancora sconosciuti molti aspetti, in particolare si sta verificando la possibilità della sua diffusione nell’aria attraverso aerosol, ovvero minuscole goccioline d’acqua emesse dagli esseri umani semplicemente quando parlano o respirano, come accade per molti altri virus.

Un impianto di ventilazione correttamente progettato, installato e gestito puo’ contribuire a ridurre i potenziali rischi di contagio? E in che modo?

L’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consigliano di immettere il più possibile aria esterna all’interno di locali chiusi, in quanto la concentrazione di virus SARS-CoV-2  nell’aria esterna è estremamente bassa, tanto da non contagiare nessuno. Immettere aria esterna all’interno di ambienti chiusi significa quindi ridurre sicuramente la carica virale da SARS-CoV-2  all’interno dell’ambiente chiuso stesso.

Il possibile contagio da virus SARS-CoV-2 può avvenire più facilmente in presenza di persone infette all’interno di ambienti chiusi, magari affollati, nei quali il ricambio dell’aria interna con aria proveniente dall’esterno è scarsa o inesistente.

L’immissione dell’aria esterna può avvenire attraverso aerazione e ventilazione naturale, ovvero attraverso l’apertura e la chiusura manuale di finestre e sfruttando meccanismi naturali come la differenza di temperatura tra interno ed esterno o la presenza di vento. Un ricambio d’aria così ottenuto però non può essere continuo e non può essere controllato, ovvero non possiamo sapere quanta aria stiamo immettendo e se lo stiamo facendo in modo corretto in ogni stanza.

Con un impianto di VMC (Ventilazione meccanica controllata) canalizzato ben progettato invece è possibile garantire una corretta e continua portata d’aria esterna in ogni ambiente “nobile” (come soggiorno, camere da letto, studio, ecc) e d’aria di ripresa in ogni ambiente “sporco” (come bagni, cucine, ecc). Il funzionamento h24 di questi sistemi consente un ricambio d’aria costante dei locali chiusi, mantenendo i livelli di carica virale più contenuti che in assenza di ventilazione. Questo è fondamentale considerando che in generale il rischio di contagio è inversamente proporzionale alla quantità d’aria esterna immessa: maggiore è l’aria esterna in ingresso, minore sarà il  rischio  di  contagio.

Non dimentichiamo poi che un impianto di VMC permette di filtrare anche l’aria esterna immessa nei locali chiusi, trattenendo gli inquinanti presenti esternamente, migliorando quindi la qualità dell’aria indoor in modo più sensibile rispetto alla semplice apertura delle finestre, che non consente alcuna filtrazione

Un sistema di VMC canalizzato a doppio flusso consente poi di mantenere il flusso d’aria in ingresso ed il flusso d’aria in uscita separati, evitando quuindi possibili contaminazioni e la possibilità di reimmettere all’interno degli ambienti chiusi il virus. A questo scopo si specifica peraltro di escludere il ricircolo dell’aria interna, presente tipicamente non tanto nei sistemi domestici di semplice VMC ma principalmente negli impianti di condizionamento del settore commerciale e terziario.

Gli impianti di ventilazione, se correttamente progettati e mantenuti, possono aiutare a ridurre sensibilmente i rischi di contagio da virus SARS-CoV-2 ma sarà fondamentale continuare ad adottare tutte le precauzioni fino a qui indicate, tra le quali ricordiamo le protezioni individuali, i comportamenti, il distanziamento sociale e l’affollamento dei locali.