Il recente Report nr. 10/2019 dell’EEA (European Environment Agency) evidenzia quanto l’inquinamento atmosferico impatti negativamente sulla salute della popolazione, in modo particolare nelle aree urbane.
Gli inquinanti più pericolosi sono il particolato (PM), il biossido d’azoto (NO2) e l’ozono (O3) (ozono) che, purtroppo sono fonte di rischio soprattutto per le persone con problemi cardio-respiratori, in modo particolare per gli anziani e i bambini.
La gravità dell’impatto delle esposizioni prolungate a questi inquinanti varia dall’indebolimento del sistema respiratorio fino alla morte prematura.
Nel Report vengono riportati i numeri dei decessi prematuri in Europa e in Italia: per sensibilità non li ripetiamo ma sono decisamente impattanti al punto che, nel 2018, l’inquinamento dell’aria interna (indoor) e quella ambientale (outdoor) sono stati riconosciuti ufficialmente come uno dei fattori rischio delle malattie non trasmissibili, unitamente al fumo di tabacco e alcolismo.
Il prossimo 28 novembre la Commissione Europea dovrebbe riunirsi in occasione del secondo Forum sull’Aria Pulita, per discutere delle strategie da implementare a livello europeo, nazionale e locale. Parte importante della discussione riguarderà i meccanismi di finanziamento: infatti, l’inquinamento atmosferico, oltre ad avere ripercussioni sulla salute della popolazione, provoca anche perdite economiche, ad esempio l’aumento dell’assistenza sanitaria, minore produttività in ambito agricolo e della manodopera.
Il nostro sito utilizza i cookie per fornirti la migliore esperienza possibile sul nostro canale. Ti consigliamo di accettarli tutti per non perderti nessun contenuto presente.
Essential cookies enable basic functions and are necessary for the proper function of the website.
These cookies are needed for adding comments on this website.